{"id":965,"date":"2015-06-10T11:03:21","date_gmt":"2015-06-10T09:03:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/?p=200"},"modified":"2015-06-10T11:03:21","modified_gmt":"2015-06-10T09:03:21","slug":"intervista-a-don-gino-rigoldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/intervista-a-don-gino-rigoldi\/","title":{"rendered":"Intervista a Don Gino Rigoldi"},"content":{"rendered":"<p>A fine maggio \u00e8 stata presentata la Fondazione Don Gino Rigoldi che nasce per stimolare e sostenere progetti dedicati alla crescita e alla formazione dei giovani. Ne abbiamo parlato con Don Gino, nell&#8217;intervista che riportiamo di seguito in cui racconta gli obiettivi e le attivit\u00e0 della Fondazione, mantenendo uno sguardo attento sul contesto italiano e riflettendo sui driver che caratterizzano il Terzo Settore e i nuovi strumenti della finanza sociale.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>La sua nuova fondazione come s\u2019inserisce nel suo progetto a favore della comunit\u00e0 e con quali finalit\u00e0 nasce?<\/strong><\/p>\n<p>La nuova Fondazione Don Gino Rigoldi rispetta la vita e le caratteristiche delle altre due realt\u00e0 che sono Comunit\u00e0 Nuova e Bambini in Romania che proseguiranno con le proprie attivit\u00e0. Questa fondazione dovrebbe essere un luogo di aggregazione per avvicinare tante persone alla nostra mission, i.e. aiutare giovani svantaggiati, tenendo un forte focus sul <strong>tema dell\u2019educazione<\/strong> perch\u00e9 siano accompagnati nel loro percorso di creazione della propria identit\u00e0 e del proprio futuro. Un bisogno sempre pi\u00f9 attuale che noto nei giovani, conoscendone diverse migliaia da tanti anni, cio\u00e8 la mancanza di persone che indichino loro la giusta strada. Ovviamente cerchiamo anche persone che possano darci un supporto economico nel nostro lavoro. E visto che si \u00e8 pi\u00f9 forti insieme, potrebbe essere l\u2019opportunit\u00e0 per lanciare eventi straordinari che promuovano le nostre iniziative.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Quali sono i prossimi passi per la Fondazione?<\/strong><\/p>\n<p>Entro il 2015 vorremmo implementare un grosso progetto di <strong>formazione alla relazione<\/strong> per gli insegnanti. Esistono tanti metodi didattici che pongono l\u2019accento su diversi aspetti, pi\u00f9 o meno condivisibili, ma noi crediamo che una cosa sia fondamentale, un aspetto che sta dietro alla Costituzione e al Vangelo, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di <strong>relazione<\/strong> e di dar valore agli altri.<\/p>\n<p>Il mio sogno con questa Fondazione sarebbe di realizzare una scuola tecnica professionale, per es. per 1000 ragazzi, con attivit\u00e0 rilevanti di formazione sulla relazione per i ragazzi, per gli insegnanti, per i genitori, promuovendo scambi per andare a vedere cosa succede in una scuola dove tutti aumentano veramente le proprie capacit\u00e0 relazionali, sviluppando il piacere di essere un gruppo, un\u2019\u00e9quipe.<\/p>\n<p>Tutto questo ovviamente si dovr\u00e0 basare su una rete di connessione tra soggetti diversi e richieder\u00e0 risorse notevoli, quindi la Fondazione potr\u00e0 mobilitare queste risorse e attivare questi meccanismi che vanno oltre quello che \u00e8 stato il nostro tradizionale focus fino ad oggi di incontrare giovani in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\">Inoltre, vorremmo promuovere <strong>Garanzia Giovani<\/strong>, che finora ha toccato diplomati e laureati e non i ragazzi dei quartieri, creando dei punti di aggregazione che possano raccogliere le richieste, sia per dare indicazioni e indirizzo che per creare masse accettabili. Mi spiego: se il singolo s\u2019iscrive, per es. con la volont\u00e0 di fare l\u2019idraulico, non organizzeranno certo il corso per una persona; servono gruppi di giovani e noi andremo a costituirli, identificando alcune professionalit\u00e0 e facendo un lavoro di accompagnamento e di rafforzamento dell\u2019autostima di questi ragazzi.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>In quest\u2019ottica, sembra fondamentale avviare un forte rapporto con le imprese\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente, bisogna sempre ricordarsi che le grandi idealit\u00e0 muoiono se non si ha da mangiare. Io al Beccaria cerco di convincere i ragazzi che non devono rubare o rapinare, ma ho ben chiaro che questi ragazzi quando escono hanno bisogno di un lavoro, di una casa, di una compagnia. Ovviamente parlando di scuole professionali faremo in modo di rafforzare i rapporti con le imprese, per far interagire i ragazzi con il mondo del lavoro favorendo passaggi in azienda, tirocini formativi, comunicazione di pensiero e logiche.\u00a0 Magari non consegneremo ai ragazzi un posto di lavoro, ma una competenza s\u00ec.<\/p>\n<p><strong>In questo momento, in cui diminuiscono le risorse pubbliche, quali sono i driver perch\u00e9 il Terzo Settore possa continuare a supplire laddove lo Stato non pu\u00f2 arrivare?<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente una maggiore professionalizzazione e un forte dialogo con le aziende.<\/p>\n<p>Per esempio noi abbiamo avuto una svolta come Comunit\u00e0 Nuova quando a un certo punto ci siamo detti: stiamo crescendo, dobbiamo metterci in un\u2019ottica di previsione accurata delle spese, di bilancio competente ecc. Abbiamo avuto l\u2019aiuto di miei amici, ex amministratori delegati di aziende, per le parti tecniche. E abbiamo imparato da chi ha sempre fatto queste cose.\u00a0 Ma anche sul lato operativo: ad esempio con i Community Day, (<em>i.e. volontariato aziendale &#8211; NdA<\/em>) che sono opportunit\u00e0 per dare il via ad una relazione, per successive donazioni (monetarie o in-kind) o altre collaborazioni.<\/p>\n<p><strong>Come vede il fenomeno dell\u2019impact investing, pu\u00f2 essere un\u2019opportunit\u00e0 per le Fondazioni di sviluppare un impatto supplementare?<\/strong><\/p>\n<p>Credo di s\u00ec, anche se per determinate operazioni bisogna avere certe dimensioni. Ad esempio con il progetto di <strong>housing sociale AbitaGiovani<\/strong> che porto avanti con Fondazione Cariplo, parliamo di <strong>300-500<\/strong>lotti, un\u2019operazione per cui serve una disponibilit\u00e0 di <strong>50-60 milioni<\/strong>. Il presidente Guzzetti quando mi vede in giro mi guarda preoccupato e dice agli altri di non sedersi vicino a me: \u201cE\u2019 pericoloso!\u201d.<\/p>\n<p>Ma queste sono iniziative che risolvono la vita a questi ragazzi: noi miriamo a dare 70\/80 m<sup>2<\/sup> ristrutturati a 300 euro al mese a Milano e a Roma, potranno fare un figlio, avere una vita autonoma, e non mi sembra poco soprattutto in questo periodo. Inoltre si riesce a creare una comunit\u00e0 in questi quartieri, con servizi come gli asili. E sono investimenti che rientrano. Sottolineo: investimenti, \u00a0quindi parliamo di qualcosa che non sostituisce ma pu\u00f2 essere complementare alla filantropia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A fine maggio \u00e8 stata presentata la Fondazione Don Gino Rigoldi che nasce per stimolare e sostenere progetti dedicati alla crescita e alla formazione dei giovani. 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