{"id":967,"date":"2015-07-10T12:38:32","date_gmt":"2015-07-10T10:38:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/?p=242"},"modified":"2015-07-10T12:38:32","modified_gmt":"2015-07-10T10:38:32","slug":"paolo-nicoletti-il-social-impact-investing-puo-creare-grandi-benefici-ma-bisogna-diffonderne-la-cultura-e-dotarsi-di-strumenti-idonei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/paolo-nicoletti-il-social-impact-investing-puo-creare-grandi-benefici-ma-bisogna-diffonderne-la-cultura-e-dotarsi-di-strumenti-idonei\/","title":{"rendered":"Paolo Nicoletti: &#8220;Il Social Impact Investing pu\u00f2 creare grandi benefici ma bisogna diffonderne la cultura e dotarsi di strumenti idonei&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Presidente del Consorzio Etimos e di MxIT &#8211; Microcredito per l&#8217;Italia, \u00e8 vice Presidente di Etimos Foundation che in 25 anni ha realizzato investimenti sociali per oltre 120 milioni di euro in 30 Paesi, tra cui l&#8217;Italia, sostenendo 400.000 persone.\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Qual \u00e8 la situazione attuale in Italia per l&#8217;impact investing e quali progressi vede negli ultimi anni? Cosa manca per renderlo mainstream?<\/strong><\/p>\n<p>Credo\u00a0che ormai la vicenda legata agli <em>investimenti a impatto<\/em>rappresenti bene una tipica vicenda nazionale, pi\u00f9 argomento di discussione accademica che di effettiva esperienza sul campo: se ne parla tanto, si fanno grandi proclami, ma ci sono poi poche attivit\u00e0 realizzate efficacemente e nel pieno spirito dello strumento. Dobbiamo passare <em>dalla fase d\u2019innamoramento del concetto in s\u00e9, alla \u00a0<\/em><em>realizzazione di progetti concreti<\/em>. E prima di tutto serve chiarezza.<\/p>\n<p>Sicuramente \u00e8 evidente l\u2019opportunit\u00e0 offerta da questo tipo di strumenti per assicurare livelli dignitosi di welfare, visto il progressivo ritiro dello Stato; e sicuramente si avverte una difficolt\u00e0 nel calare una struttura d\u2019investimento tipicamente di matrice anglosassone in un contesto come il nostro dove, per parlare per esempio di <em>Social Impact Bond (SIB),<\/em> serve un ruolo della Pubblica Amministrazione attivo e consapevole, che finora non vedo.<\/p>\n<p>A mio avviso sono due i problemi principali, il primo \u00e8 fortemente <em>culturale<\/em>: spesso ci si scontra con la difficolt\u00e0 nell\u2019immaginare investitori privati coinvolti in qualcosa che per molti deve essere appannaggio del settore pubblico, almeno secondo un certo tipo di tradizione politica. In secondo luogo avverto ancora poca chiarezza nel trovare<em>strumenti idonei<\/em>. Tutti vogliono fare investimenti a impatto, ma quando trovi un investitore privato, la difficolt\u00e0 consiste nell\u2019individuare l\u2019universo investibile da proporgli, perch\u00e9 manca quel supporto alla quantificazione del risparmio generato per la collettivit\u00e0. Questo \u00e8 un ruolo che spetta al pubblico ed \u00e8 proprio questo il principale fattore che manca per far affermare il concetto d\u2019investimento a impatto: certificare e riconoscere il risparmio per collettivit\u00e0 e territorio. Il compito del pubblico dovrebbe essere quello di paracadute finale, riconoscendo un rendimento agli investitori o svolgendo una funzione di garanzia, per bilanciare le esigenze del privato e quelle dell\u2019operatore che materialmente gestisce il processo e che si troverebbe altrimenti con un doppio rischio. Oppure occorre accettare uno sviluppo dell\u2019investimento in due fasi: una prima fase, in cui l\u2019investitore privato e l\u2019operatore accettano si assumersi un rischio diretto, ne misurano l\u2019impatto generato nel territorio (o nel settore) individuato, e solo in una seconda fase (o in parallelo) si rivolgono ad una Pubblica Amministrazione per far emergere e condividere opportunamente il dividendo generato.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Quale potenziale per l&#8217;imprenditoria sociale anche alla luce delle riforme?<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Si tratta di una riforma, assai necessaria, che recepisce parte delle esigenze all\u2019interno della pi\u00f9 generale riforma sul Terzo Settore. Un po\u2019 di nuova linfa anglosassone non guasta in termini di <em>accountability<\/em>, trasparenza, pubblicazione dei bilanci; tutti aspetti in cui il Terzo Settore italiano non sempre si \u00e8 particolarmente distinto. \u00a0Un passo positivo dunque ma con un <em>caveat<\/em>:\u00a0ogni buona riforma deve accompagnarsi a un processo culturale e di consapevolezza sia negli operatori pubblici che privati. Come quanto emerso nello scandalo relativo a Mafia Capitale purtroppo dimostra: se non si affrontano certi nodi ci si ritrova in situazioni di collusione pubblico-privato, anche quando il privato \u00e8 socialmente orientato.<\/p>\n<p>Diciamo quindi che siamo ancora \u201ctra color che son sospesi\u201d: se si va verso uno scenario in cui l\u2019impresa sociale mira ad assicurare beni pubblici in una logica d\u2019impact investing, dobbiamo essere consapevoli che stiamo ragionando in termini di un diverso welfare, in un\u2019ottica di co-progettazione dell\u2019intervento pubblico-privato.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Quali caratteristiche presentano i modelli di business investibili nella vostra esperienza?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Per noi \u00e8 importante proporre sempre investimenti con obiettivi molto chiari e ovviamente orientati alle nostre attivit\u00e0 (i.e. accesso al credito a fasce escluse nel contesto nazionale e internazionale). Sicuramente le caratteristiche di scalabilit\u00e0 e replicabilit\u00e0 del modello sono molto importanti, anche se, nel tipo di contesto internazionale che abbiamo scelto, la replicabilit\u00e0 \u00e8 un elemento che non sempre possiamo gestire, a causa dei territori diversi in cui operiamo. Nel consesso nazionale invece si tratta di caratteristiche che riusciamo a valutare meglio.<\/p>\n<p>Infine, un lato che tipicamente influenza la facilit\u00e0 di raccolta di risorse da investire riguarda la componente emotiva: ad esempio, in situazioni di post-emergenza \u00e8 pi\u00f9 facile recuperare risorse da convogliare su attivit\u00e0 specifiche. Altrimenti \u00e8 pi\u00f9 complicato, sia per risorse grant sia soprattutto per capitale di investimento (a mio avviso l\u2019elemento decisivo). In Italia, abbiamo infatti poca dimestichezza (oltre che una regolamentazione non certo facilitante) nella raccolta di capitale (sociale) paziente che accetti magari un ritorno nell\u2019investimento meno elevato di quello di mercato, a favore di un impatto sociale generato nel territorio. Questo tipo di risorse sono per lo pi\u00f9 percepite come risorse da raccogliere \u201ca fondo perduto\u201d, piuttosto che come fonte di investimento, che pu\u00f2 generare anche un ritorno economico per chi le offre.<\/p>\n<p><strong>Nel panorama italiano le imprese possono avere un ruolo nell&#8217;impact investing? Sono presenti esempi cui ispirarsi?<\/strong><\/p>\n<p>Le imprese possono ottenere grossi vantaggi, grazie alla possibilit\u00e0 d\u2019innovazione generabile, ma anche nell\u2019aumentata coesione conseguibile ad esempio attraverso investimenti nella filiera dell\u2019azienda. \u00a0Il problema \u00e8 ancora una volta di cultura: quando proponi un\u2019operazione del genere, devi capire chi \u00e8 l\u2019interlocutore: se l\u2019accento viene posto sul ritorno economico stai parlando alla parte <em>finance<\/em>, se calchi sulla componente impatto sociale l\u2019interlocutore \u00e8 la CSR e la parte che si occupa del rapporto con le charity. Il problema \u00e8 che in mezzo non c\u2019\u00e8 nulla e questo ancora una volta per un problema di cultura.<\/p>\n<p>L\u2019esempio positivo pi\u00f9 eclatante \u00e8 quello di Renzo Rosso (<em>fondatore del marchio Diesel e presidente di OTB &#8211; ndr<\/em>) \u00a0con il progetto di microcredito lanciato per affrontare il post-terremoto in Emilia. Ma esistono altri casi, ad esempio quello che riguarda alcuni circoli dei Lions che hanno sviluppato un\u2019iniziativa molto simile, creando un fondo di garanzia per start up di piccole imprese in Veneto. Le imprese possono giocare un ruolo molto importante, \u00e8 evidente che a noi mancano alcuni strumenti fondamentali: nel mondo anglosassone, tipicamente si costituisce un <em>trust<\/em>, dove i privati che vogliono intervenire fanno confluire risorse; nel contesto italiano non c\u2019\u00e8 una normativa specifica sul trust e la parola stessa evoca concetti di elusione e di non trasparenza, l\u2019esatto opposto del concetto originario. Nella nostra esperienza siamo riusciti a portare a termine alcune buone operazioni con stakeholder privati proprio attraverso il trust, perch\u00e9 abbiamo interagito con investitori educati a questo tipo di strumenti, altrimenti ci si scontra con forti percezioni negative, difficolt\u00e0 di comprensione e paura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vice Presidente di Etimos Foundation nella Faculty del III Corso in Social Impact Investing (8-9 ottobre)<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":243,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-967","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=967"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/967\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionelangitalia.it\/ets\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}